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Preventivi di restauro carte, dal tuo listino in pochi minuti

Come fare un preventivo di restauro per carte da collezione: difetti da catalogo con i tuoi prezzi, preventivo preliminare sulle foto e definitivo dopo la diagnosi.

Aggiornato il 16 set 2026

Il preventivo è il primo documento che il cliente riceve da te, e spesso è quello su cui decide se affidarti carte che valgono centinaia di euro. Deve essere chiaro, coerente fra un cliente e l'altro, e deve dire con onestà cosa si può stimare da una fotografia e cosa no.

In Registro il preventivo non si scrive: si compone.

Il catalogo dei difetti, con i tuoi numeri

I difetti che trovi sulle carte sono sempre gli stessi: whitening sui bordi, graffi sul coating, pieghe d'angolo, dent, aloni, residui di colla, inchiostro. In Registro sono un catalogo, e ogni voce ha dei livelli di gravità. Per ogni combinazione di difetto e livello imposti una volta sola:

  • il prezzo;
  • il tempo stimato;
  • la difficoltà;
  • il rischio dell'intervento.

Da lì in avanti il catalogo lavora per te. Il listino è tuo e resta tuo: Registro non suggerisce prezzi e non conosce i prezzi di mercato delle carte.

Il preventivo preliminare, sulle fotografie

Quando un cliente manda una richiesta dalla tua pagina pubblica, le fotografie sono già nella scheda di ogni carta: fronte, retro e gli ingrandimenti dei difetti che hai chiesto. Guardi le foto, segni ogni difetto nel punto in cui lo vedi, scegli il livello. Totale e tempi si calcolano da soli, IVA inclusa, e il documento esce col tuo logo nella lingua del cliente.

Il preliminare è una stima su foto, e lo dice. Una fotografia non mostra tutto: una piega sotto il coating o un dent leggero possono vedersi solo con la carta in mano e con la luce radente.

Le voci di un preventivo in Registro: per ogni difetto segnato una riga con quantità, prezzo unitario e totale, il tempo e il rischio
Voce per voce: ogni difetto segnato sulla foto diventa una riga con quantità, prezzo, tempo e rischio dal tuo listino.

Quantità, sconti e IVA

Un preventivo non è solo la somma dei difetti. Lo stesso danno segnato in quattro punti è una voce con quantità quattro, non quattro voci. Una voce si scrive anche a mano, quando serve: una spedizione assicurata, un imballo speciale, una consulenza.

Sul totale puoi applicare uno sconto in percentuale o in euro, con la causale che il cliente legge nel documento («cliente abituale», «secondo lotto dell'anno»). L'IVA si imposta una volta nelle impostazioni dello studio e si può cambiare sul singolo preventivo o sulla singola voce; se il tuo listino è già IVA inclusa, Registro la scorpora. Chi non ha partita IVA lascia l'aliquota a zero e non la vede da nessuna parte.

E il totale resta tuo: se decidi che quel lavoro costa 200 euro e basta, lo scrivi, e il conto si ricompone da lì.

Il riepilogo di un preventivo in Registro: somma delle voci, sconto con causale, imponibile, IVA e totale
Somma, sconto, imponibile, IVA, totale: gli stessi numeri che finiscono nel PDF e nell'area del cliente.

Il preventivo definitivo, dopo la diagnosi

Quando le carte arrivano, fai la diagnosi dal vivo: confermi i difetti del preliminare, aggiungi quelli che le foto non mostravano, togli quelli che non c'erano. Il preventivo definitivo nasce da questa diagnosi e sostituisce il preliminare senza cancellarlo: le versioni restano entrambe nell'archivio, e il cliente deve accettare di nuovo.

Nel definitivo puoi dire anche cosa scegli di non trattare, e perché: un intervento troppo rischioso per il valore della carta, un difetto che il restauro renderebbe più evidente. È una scelta professionale, e scriverla protegge te e il cliente.

Accettazione tracciata

Il cliente accetta o rifiuta il preventivo dalla sua area, con un tocco. La scelta resta registrata con la data e con la versione delle tue condizioni di servizio in vigore in quel momento, e non si può cambiare dopo. Un preventivo accettato non si sovrascrive mai: se qualcosa cambia, nasce una nuova versione.

Il preventivo come lo vede il cliente in Registro: le voci con il totale, i giorni di lavorazione, le avvertenze dello studio e i pulsanti Accetto e Non accetto
Il preventivo nell'area del cliente, dallo studio d'esempio Atelier Aurora: si legge, si accetta o si rifiuta con un tocco.

Cosa non deve mai esserci in un preventivo

  • Una promessa di voto. Nessun restauro garantisce un esito di grading, e un documento che lo promettesse ti esporrebbe al primo cliente che lo prende alla lettera. In Registro le stime di valutazione restano in una sezione separata e sono dichiarate come stime.
  • Un prezzo di mercato della carta. Il valore lo dichiara il cliente, per la spedizione e l'assicurazione.
  • Voci vaghe. "Pulizia e sistemazione" non dice niente; "whitening sul bordo destro, livello 2" sì.

Per i dettagli su come si fotografano i difetti e su cosa scrivere nel documento finale, vedi la pagina sul referto di restauro e le guide.

Domande frequenti

Posso usare prezzi diversi per clienti diversi?

Il catalogo dà il prezzo di partenza di ogni voce; nel singolo preventivo puoi correggerlo prima di mandarlo. Il documento riporta quello che hai deciso tu.

Il preventivo può chiedere un acconto?

Sì. Nel preventivo indichi l'eventuale acconto e i giorni di lavorazione; il cliente vede entrambi nella sua area e nel documento.

In quale lingua lo riceve il cliente?

Nella lingua che ha scelto all'inizio della richiesta: italiano, inglese, francese, tedesco o spagnolo. Le voci del catalogo si traducono da sole; le note libere restano nella lingua in cui le scrivi.

Se non uso la pagina pubblica, posso fare comunque i preventivi?

Sì. Puoi creare il cliente e la commissione a mano dal gestionale e caricare tu le fotografie, dal computer o dal telefono con il QR della scheda.