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Il referto di restauro di una carta, cosa deve contenere

Il referto di restauro di una carta da collezione: difetti trovati, interventi eseguiti, esito difetto per difetto, foto prima e dopo. E come Registro lo scrive per te.

Aggiornato il 13 set 2026

Il referto è il documento che accompagna la carta quando torna al suo proprietario. Racconta cosa hai trovato, cosa hai fatto e cosa hai deciso di non fare. Per il cliente è la prova del lavoro; per te è la risposta pronta se tra sei mesi qualcuno contesta una lavorazione.

Scritto a mano, un referto fatto bene richiede più di un'ora per una sola carta. In Registro è già scritto quando finisci di lavorare, perché nasce dalle schede che hai compilato mentre lavoravi.

Cosa deve contenere un referto

L'identità della carta

Gioco, set, numero, lingua, edizione, eventuale grading già presente e il valore dichiarato dal cliente. Più il codice della scheda, che lega il referto alla commissione e alle fotografie.

Le condizioni all'arrivo

I difetti trovati alla diagnosi, numerati e posizionati sulla fotografia: non "graffi sul fronte", ma "difetto 3: graffio sul coating, quadrante in alto a destra, livello 2". Le foto iniziali, in luce diffusa e radente.

Gli interventi eseguiti

Per ogni difetto trattato: la procedura, i materiali, i tempi e i parametri di lavorazione che hai registrato mentre lavoravi.

L'esito, difetto per difetto

È la parte che distingue un referto da una ricevuta. Per ogni difetto uno di questi esiti:

  • risolto;
  • migliorato;
  • invariato;
  • non trattato, con il motivo.

In Registro ogni esito ha la sua etichetta e la sua icona, così il referto si legge anche stampato in bianco e nero.

Il confronto prima e dopo

Le fotografie finali con le stesse inquadrature e la stessa luce delle iniziali, affiancate. Un confronto onesto mostra anche quello che non è cambiato.

Le stime, dichiarate come stime

Se il cliente ti chiede un parere sul grading, il parere va in una sezione separata e va chiamato per quello che è: una stima tecnica, non una promessa. Nessun restauro garantisce un voto, e le società di grading possono rifiutare o segnalare una carta che mostra segni di intervento. Scriverlo chiaramente nel referto protegge te prima ancora del cliente.

Come Registro scrive il referto

Tutto quello che serve è già nella scheda della carta: i difetti segnati alla diagnosi, il piano di intervento, le lavorazioni registrate, le foto di prima e di dopo. Al controllo finale segni l'esito di ogni difetto, e il referto si genera in PDF:

  • con il tuo logo, i tuoi colori, la tua firma e il tuo timbro, senza il nome di Registro;
  • nella lingua del cliente, fra italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo;
  • immutabile: una volta mandato non si modifica, e resta nell'archivio della commissione.

Tu lo rileggi e lo firmi. Il cliente lo trova nella sua area e lo riceve per email.

Il referto chiude un percorso che parte dal preventivo: se il preventivo è fatto bene, il referto è quasi scritto.

Domande frequenti

Posso aggiungere note mie al referto?

Sì. Le note libere compaiono nel documento nella lingua in cui le hai scritte; le parti che vengono dal catalogo si traducono da sole nella lingua del cliente.

Il cliente può modificare il referto?

No. Lo legge e lo scarica; il documento è immutabile una volta inviato.

Il referto dice che la carta è restaurata?

Dice esattamente cosa è stato fatto su ogni difetto. Documentare gli interventi è la base della trasparenza verso chi comprerà la carta in futuro, e verso le società di grading.

Posso mandare un referto anche per una carta non trattata?

Sì: una carta valutata e restituita senza interventi ha comunque la sua diagnosi e i suoi esiti "non trattato", con il motivo.